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Le rocce da cui sono formate le alpi Pennine che il Giro del Cervino percorre, sono estremamente varie nella loro composizione chimica, nella durezza e nella disposizione che i movimenti tellurici hanno dato loro.
L’erosione degli agenti atmosferici, in seguito, ha modellato questi paesaggi che hanno assunto le forme più diverse tanto verso le cime di immensa bellezza quanto nelle parti inferiori
Ogni valle ha delle specifiche caratteristiche e, grazie al clima particolare e alla infinita varietà di esposizione al sole di queste montagne, la vegetazione e la fauna, scomparse quando c’è stata la glaciazione dell’era quaternaria, hanno colonizzato le terre vergini formatesi con l’arretramento dei ghiacciai, arricchendole di specie alpine artiche e altaiche mescolate insieme.
Il camminatore che percorre il Giro del Cervino avrà lasciato nella pianura o sulle colline da cui proviene delle specie vegetali originarie dei luoghi mediterranei, africani o anche delle steppe orientali. Avrà anche lasciato le colture dei luoghi umidi o quelle di produzione quali la vite e gli alberi da frutto o il fico, l’Adonide (Tourtemagne) o l’Astragalo(Valtournenche ) prima di raggiungere i vari livelli della montagna.
La vegetazione evolve man mano che si sale, secondo il versante che viene percorso : il pino silvestre sarà seguito dalla foresta di abeti rossi, dai larici e dal vigoroso pino cembro.
L’escursionista attraverserà anche dei pascoli la cui fioritura è di incomparabile bellezza.
Al limite della zona alpina e di quella delle nevi perenni le condizioni di vita cambiano: in breve tempo le piante devono percorrere l’intero ciclo vegetativo, adattandosi ai rigori dell’ambiente.
Degli arbusti quali il rododendro, il mirtillo, il ginepro nano, il pruno nero, l’artemisia ma anche la soldanella, l’uva orsina, il senecio, la stella alpina sono delle maestre di tenacia.
Alcuni piccoli fiori dai colori vivaci, la campanula nana, la silene o il ranuncolo dei ghiacciai, a fianco di licheni e muschi, esprimono fino a 4000 metri il limite estremo della lotta per il trionfo della vita.
La diversità e l’originalità della flora delle regioni alpine costituiscono una ricchezza riconosciuta sia dalla scienza che dagli artisti,conquistati dalla lucentezza tipicamente meridionale dei cieli della Valle d’Aosta e del Vallese. |
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