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Nel 1894 l’ultimo orso del Canton Vallese è stato ucciso vicino a Zermatt. Un Lord inglese se ne innamorò, lo acquistò e gli riservò un posto d’onore nel suo castello in Inghilterra. La bella storia - degna di essere raccontata - fa sì che cent’anni dopo quello stesso plantigrado stupisca i giovani visitatori del Museo di Storia Naturale di Sion! L’orso, frequente dalle nostre parti all’inizio del XIX secolo, oggi è solo più una leggenda o una pagina di storia. Come quella dell’alpeggio di Mandelon o di Oberems o della Valpelline. L’odierno viaggiatore non corre alcun rischio di incontrarlo.
Invece chissà se il medesimo camminatore, vedendo uno stambecco, si ricorderà che quella specie abitava già le alte cime quando l’uomo era ancora lontano dall’apparire sulla terra? Le nostre montagne sono una riserva senza fondo di tesori biologici, che aspettano solo di essere scoperti da uno spirito curioso. Se, ad una altitudine media, l’incontro con un animale selvatico può sembrare banale (ci sorprende forse uno scoiattolo, un riccio, una lepre o una volpe?) questo stesso avvenimento è meraviglioso se avviene in alta montagna. Ciò vale sia che si tratti dello stambecco, il re della grande fauna , del cervo o del capriolo oppure ancora di una di quelle “reliquie” dell’era glaciale, quali la lepre variabile,l’ermellino, la pernice bianca o il minuscolo topo campagnolo delle nevi. Per non parlare delle simpatiche marmotte che ci rallegrano lungo molti percorsi…. |
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Nel cielo il volo dell’aquila reale regala emozioni ogni volta che lo vediamo, mentre il gheppio di montagna si aggrappa al pino cembro e la pernice o o il fagiano di monte si nascondono nella foresta. Più in alto il grande corvo imperiale plana con l’eleganza dell’aquila e le cornacchie compiono acrobazie secondo la fama di cui godono.
Anche il regno dei ghiacci è sorgente di vita : la celebre pulce dei ghiacciai si nutre di scorie vegetali e delle crittogame che vi abitano.
Se, contro ogni aspettativa, la fauna selvatica non è presente all’appuntamento, ci si può sempre soffermare su altri abitanti dei nostri alpeggi: le mucche della valle di Hérens o di Evolène o quelle delle tre razze valdostane. Le loro regine, e in ogni mandria ce n’è una, sono pronte a farvi scoprire un mondo all’altezza delle vostre speranze. |
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