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| Di buon mattino l’incontro con qualche sciatore, davanti al rifugio, ci ricorda che, anche in estate, si pratica lo sci sulle piste del ghiacciaio.E’ indispensabile avanzare legati per via dei numerosi crepacci presenti nella parte inferiore del ghiacciaio. A quota 3112 circa, si arriva alla morena che conduce alla Capanna Gandegg. Le nevi eterne delle montagne circostanti brillano talmente, alla luce del sole, che il camminatore è obbligato a proteggersi gli occhi se non lo ha già fatto - indossando buoni occhiali da sole. Delle maestose montagne si innalzano, nel cielo limpido, dal Cervino al Rosa, fino alla catena dei Mischabel e al Weisshorn. Guardando verso nord, se si gode di una buona vista, si può addirittura scorgere il Bietschhorn. |
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Attraverso il Trockener Steg si può prendere sia la “Leichenbretter” sul fianco destro, sia la “Sandiger boden” sul versante sinistro. Le due piste portano entrambe a Furgg. Le pietre del sentiero mostrano delle tracce nitide lasciate da migliaia di bastoncini da camminata.
Un po’ più in basso, il nostro percorso raggiunge il limite della vegetazione del bosco. A “Hermetje” si può apprezzare per l’ultima volta la calma di queste montagne sulla piccola terrazza del ristorante. Passiamo quindi attraverso “Zum See” e “Blatten” per arrivare infine a Zermatt. I turisti e i camminatori della domenica diventano sempre più numerosi.
Ritroviamo quindi l’agitazione delle strade di Zermatt. |
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| Informazioni |
Profilo altimetrico
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